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Archive for ‘Senza categoria’

Alla scoperta dell’affascinante Giappone con la famiglia XL!

Ed eccoci già al nostro secondo consiglio di viaggio per famiglie XL: 
 
l’affascinante, tecnologico e mistico Giappone!
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Anche in questo caso, se credete che non sia un viaggio adatto ai bambini, vi faremo ricredere;
e anche se pensate che sia un viaggio troppo al di sopra del vostro budget!
Partiamo subito con dei consigli pratici:
il primo investimento importante che dovrete fare, se sceglierete il Giappone come vostra prossima meta di vacanza, è l’acquisto dei “Japan Rail Pass (JR Pass)“​;
questo, ovviamente, dopo aver acquistato i biglietti aerei; per i quali vale come sempre la regola aurea della prenotazione anticipata, in questo caso specifico di ca. 6 mesi, tipo viaggio agosto / acquisto biglietti aerei feb/mar.
  • COSA E’ IL JR PASS?
E’ un biglietto ferroviario di varie tipologie dedicato specificamente ai turisti (i Giapponesi non possono utilizzarlo). 
Credetemi: vi sembrerà caro ma non lo è, viaggerete ovunque senza dovervi preoccupare di interpretare i cartelli in lingua giapponese, o ricordarvi di guidare a destra e avendo sempre, nelle grandi città, il problema di dove poter transitare e – soprattutto – dove parcheggiare…
Di JR Pass ne esistono di varie tipologie, nazionali e locali, di diversa durata: 7 – 14 – 21 giorni.
Tutte le informazioni relative a quale JR Pass sia più adatto alle Vostre esigenze le trovate nella guida ufficiale che potete scaricare al seguente link; 
oppure inviateci un messaggio, saremo felici di inviarvela! (il servizio è gratuito).
  • Terzo step (dopo acquisto biglietti aerei e JR Pass):
dove alloggiare. 
Evitate hotel in centro nelle grandi città, ad es. potrete utilizzare il vostro JR Pass per spostarvi anche su treni locali o con gli autobus della JR (Japan Rail) e magari affittare un appartamento che risulterà sicuramente più economico come soluzione.
Abbiamo a Vostra disposizione una guida excel (con relativi costi) riguardanti l’itinerario che abbiamo seguito noi, che può esservi utile come suggerimento per programmare la Vostra vacanza, richiedetecela! ( il servizio è gratuito).

 

Ora, senza indugi, passiamo a descrivervi quella che è stata la nostra vacanza in Giappone:
un viaggio di 15 giorni compiuto sfruttando le potenzialità del JR Pass nelle versione 14 gg., e visitando le seguenti località – abbiamo incluso anche 4 gg. di mare a Shirahama e Wakayama (sud) con i bambini:
  • Tokyo 3 notti in appartamento
  • Kyoto e dintorni: NaraInari 2 notti in guesthouse
  • Shirahama 4 notti in ostello
  • Hiroshima 1 notte in hotel
  • Miyajima 1 notte in ostello
 
e ritorno
  • Kyoto 2 notti in guesthouse
  • Tokyo 2 notti in hotel

Japan Rail itinerary

Q​uesto che trovate di seguito è il racconto del nostro viaggio, godetevelo, traetene spunto, e come sempre se avete domande da farmi o volete ulteriori suggerimenti per come gestire il vostro viaggio con i bambini, non esitate a contattarmi!

 

 
IL NOSTRO VIAGGIO IN GIAPPONE (AGOSTO 2017)
giappone
 
Tokyo – day 0
Prima uscita notturna a Tokyo;
impressionante il silenzio che regna ovunque, in strada come sui treni affollati, rotto solo dalle sirene dei mezzi di soccorso e da… noi! 
Ma i Giapponesi sono molto comprensivi e disponibili, ed apprezzano molto gli “arigatò” dei ​bambini!​ 
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Tokyo – day 1
Visita al museo Fujiko – Doraemon e passeggiata notturna a Shinjuku.
 
Non potevamo non far visita a Doraemon… un cartone tramandato di generazione in generazione! 
G​uardate le nostre facce, si torna tutti un po’ bambini!​
Tokyo – day 2 (mattino)
Santuario di Meiji.
Spiritualità da inspirare ed assaporare;
la passeggiata nel parco dove i grilli e gli uccelli cantano senza sosta è qualcosa di trascendentale, ti regala un senso di pace…
il rito del lavaggio di mani e bocca prima della preghiera universale riconcilia tutte le credenze e religioni. Senza eguali.
Tokyo – day 2 (pomeriggio)
Cat Cafè a Takeshita.
Frequentato da molti giapponesi, accarezzare i gatti lo considerano un antistress naturale 🐈
Tokyo – day 2 (pomeriggio)
Akihabara, quartiere di manga & anime, i cartoni giapponesi.
Qui li prendono molto sul serio, c’è chi va in giro in go kart vestito da Mario! (Mario Bros. & co.) 
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L’ultima foto è davanti  alla statua del cane Hachiko, che ogni giorno andava ad attendere il suo padrone alla stazione dei treni, anche dopo che lui era passato a miglior vita.
La storia ha ispirato un film con Richard Gere (locandina sotto) ❤🐕
Tokyo-Kyoto – day 3
Trasferimento a Kyoto con il “bullet train” Shinkansen, il velocissimo treno proiettile.
È superfluo anche solo accennare alla precisione e pulizia di questi super-treni; peraltro quest’ultima viene effettuata da una squadra di signore in uniforme rosa, in tempi rapidissimi ed in modalità sincrona.
A onor del vero, c’è da dire che i giapponesi non lasciano alcun tipo di rifiuti sui treni…
ma ho visto per la prima volta personale addetto alle pulizie passare prima un panno per la polvere, e poi disinfettare i passamano in stazione!
Aggiungo che ieri nei viali del santuario di Meijin c’era personale addetto a raccogliere tutte le foglie che cadevano dagli alberi, in tempo reale… 😱
​​Kyoto – day 4
Arashiyama bamboo groove:
una foresta di altissime canne di bambù, un posto in cui ripararsi dal caldo, se si ha voglia di fare delle lunghe passeggiate.​..​ o farvi portare in risciò!
Nara – day 4
Il parco dei cervi sacri🦌:
questi simpatici animali sono abituati alla presenza umana tant’è che si lasciano accarezzare senza paura, purtroppo alcuni tra essi sono anche abituati a ricevere il cibo dagli umani, fino al punto di “pretenderlo” con qualche innocua incornata, o addirittura stalkerando il malcapitato di turno, tirandolo per i vestiti o cercando di afferrare qualsiasi cosa abbia in mano… 
A me la cosa ha generato anche un po’ di tristezza 🤔 pensando che questi animali erano un tempo considerati messaggeri degli dei;
ma soprattutto perch​é​ penso che dovrebbero sempre essere in grado di procurarsi il cibo da soli, come insegna Madre Natura 💚

 

 

Nara – day 4
Tempio del Todai-ji – 
il Grande Buddha ed il Buddha d’oro.
Ci sono statue, luoghi, monumenti, storie legati ad essi che riescono a farti vibrare le corde dell’anima e a donarle sollievo, e badate bene: a prescindere dalle proprie, personali convinzioni religiose.
Questo luogo, per me lo è.
Al di là della spettacolarità architettonica dell’edificio in legno più grande del mondo e dell’imponenza del Grande Buddha alto 15 mt. e del suo vicino Buddha d’oro, gli edifici del Nigatsu-do e del Sangatsu-do con la terrazza illuminata dalla luce del tramonto sono qualcosa di indescrivibile:
nel paese del Sol Levante, anche il sole calante è uno spettacolo che riempie il ❤…🇯🇵
Inari (Kyoto) – day 5 
Santuario di Fushimi Inari Taisha:
con i suoi Torii in colore arancione vivo, questo santuario shintoista è uno dei siti più spettacolari del Giappone:
a centinaia, uno di seguito all’altro, questi portali si inerpicano su di un sentiero sinuoso che porta al monte sacro di Inari, dove ogni devoto lascia un Torii di dimensioni più o meno piccole, con l’iscrizione delle proprie richieste e preghiere.
Guardando Francesco, Maximo e Milla salire verso il monte sacro, ho rivisto in loro i tratti già definiti delle rispettive personalità.

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Shirahama (1) – day 6
Sandanbeki Pirates Cave:
già più di 1.200 anni fa, in queste grotte marine battute e corrose dal mare trovavano rifugio i pirati giapponesi…
Esperti marinai e uomini impavidi, ma con pochi scrupoli!
Shirahama (2) – day 6
Shirarahama beach:
poco da dire, come il mare non ce n’è!
Poi se è Oceano Pacifico con una accecante sabbia bianca importata a tonnellate dall’Australia – proprio così! 😱 – che aggiungere…
Tuffiamoci!
E dopo, un gelatino piccolino ci sta tutto 
🍨🍧🍦😂
Shirahama downtown – day 7
Dinner & fireworks on the beach!
Wakayama – day 7
Adventure world, una sorta di enorme zoo combinato con parco acquatico e parco divertimenti.
Premetto che non amo vedere gli animali in cattività o che fanno spettacolo in cambio di cibo. Già da bambino non mi piaceva il circo.
Qualcuno sostiene che sono animali perlopiù nati in cattività, quindi non soffrono la loro condizione.
Ok, raccontatelo ai due orsi in vasca separati da un vetro, guardate la loro espressione.
Pagare il biglietto significa alimentare questo tipo di business, ed io lo ammetto: ho deciso che sarebbe stata una delle nostre tappe solo perch​é probabilmente ​sarebbe stata per noi ​l’unica occasione per vedere dei panda dal vivo, non credo andremo mai sui monti in Cina nei nostri viaggi futuri.​.. ma chissà!​
La cosa migliore di tutta la giornata?
Maxi vuole che gli animali siano liberi.
Da grande vuole fare l’attivista di Greenpeace!
Wakayama – day 8
Giornata di mare alla Rinkaiura beach (sabbia naturale, a differenza della sabbia australiana della Shirarahama beach).
Acqua bassa per diverse decine di metri dalla riva, eppure i giapponesi si bagnano “armati” di tutto punto ed esplorano gli scogli con acqua alta max 1 mt. vestiti da subacquei.
Le donne non le ho viste nuotare – a ben pensarci, nemmeno gli uomini:
le prime approcciano l’acqua sedute su salvagente, i secondi le accompagnano e le sospingono… senza mai allontanarsi troppo dalla riva.
Mi viene un dubbio:
magari uno dei cartelli in giapponese segnalava la presenza di squali??  🈵🦈😱
Sandanbeki
Mangiando ramen e noodles homemade, mentre Francesco…
inc..o come una biscia! 🍜🐍😂
Usanze locali:
in Giappone ogni volta che un controllore ​(ma non solo) ​entra o esce da una carrozza di un qualsiasi treno saluta i passeggeri con un inchino, che non ha nulla di formale, come la loro proverbiale gentilezza:

​​

Hiroshima – day 9
Giornata dedicata al rigetto della stupidità e della ferocia umana.
La storia la conosciamo tutti, ma è sempre bene raccontarla per ricordarla a noi stessi, ed insegnarla ai nostri figli.
Il 6 agosto 1945 era un bel giorno d’estate a Hiroshima:
la gente si recava al lavoro, i bambini ed i ragazzi a scuola. 
Alle ore 08:15, quello che gli americani con la loro proverbiale “leggerezza” battezzarono con il nome di “Little Boy”, ovvero un ordigno nucleare del peso di circa 4,4 tonnellate, fu sganciato dal bombardiere Enola Gay e fu fatto esplodere ad un’altezza di 600 mt. dal suolo (nella prima foto vedete inquadrato l’ipocentro esatto, al di sopra di quello che oggi è un parcheggio).
Fu devastazione, orrore, disintegrazione istantanea per i più fortunati al calore sprigionato di 3.000-4.000 gradi;
per moltissimi altri purtroppo non fu così.
Morirono all’istante e negli anni successivi 150.000 esseri umani.
A Nagasaki altri 60.000. 
“Giustificati” dal fatto che, se la guerra fosse continuata contro un indomito Giappone, i morti tra soldati americani, soldati e civili giapponesi, sarebbero stati molti di più. 
Non lo sappiamo. Non ne abbiamo la riprova.
Sappiamo della tragedia che si consumò.
Ho ritenuto di non pubblicare le immagini n​é​ di raccontare le storie più forti, anche se penso che bisognerebbe proprio urtare la sensibilità di alcune persone per indurle a ragionare in maniera diversa, a non creare barriere anche piccole, che con il passare del tempo sfociano nell’ignoranza, e nell’odio profondo.
Non mi piace il mondo che stiamo per consegnare ai nostri figli.
È per questo che li ho fatti arrivare fino a qui.
😔🕊
Monumento a Sadako Sasaki
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V​i racconto la storia di una dei bambini simbolo del Giappone ferito dalla guerra.
La piccola Sadako di 2 anni si trovava a casa, a circa 1,7 chilometri di distanza dal luogo dell’esplosione​ della bomba atomica​
Lo spostamento violento d’aria la scaraventò fuori dalla finestra. Sua madre corse a cercarla, e la trovò poco lontano dalla sua abitazione. 
Crescendo divenne forte e atletica, ma nel 1954, all’età di undici anni, le fu diagnosticata una grave forma di leucemia, conseguenza delle radiazioni della.
La sua migliore amica, Chizuko Hamamoto, le parlò di un’antica leggenda secondo cui, chi fosse riuscito a creare mille gru – uccello simbolo di lunga vita – con la tecnica dell’origami avrebbe potuto esprimere un desiderio.
Chizuko stessa realizzò per lei la prima, Sadako continuò nella speranza di poter tornare presto a correre.
Comunque, il suo desiderio non era limitato a questo; Sadako stava dedicando al suo lavoro il massimo impegno, poiché credeva che così avrebbe posto fine a tutte le sofferenze, avrebbe curato tutte le vittime del mondo ed avrebbe portato loro la pace.
Durante i quattordici mesi trascorsi in ospedale, Sadako realizzò gru con qualsiasi carta a sua disposizione, comprese le confezioni dei suoi farmaci e la carta da imballaggio dei regali degli altri pazienti.
Morì la mattina del 25 ottobre 1955.
Sadako riuscì a completare solo 644 gru, mentre le restanti 356 furono aggiunte dai suoi amici. Tutte le gru furono sepolte con lei.
Dopo la sua morte, i suoi amici e compagni di scuola pubblicarono una raccolta di lettere al fine di raccogliere fondi per costruire un monumento in memoria sua e degli altri bambini morti in seguito alla bomba atomica di Hiroshima.
Nel 1958, fu collocata al Parco del Memoriale della Pace una statua raffigurante Sadako mentre tende una gru d’oro verso il cielo.
Ai piedi della statua, una targa reca incisa la frase: “Questo è il tuo pianto. La nostra preghiera. Pace nel mondo”
Miyajima-Hatsukaichi – day 10
Santuario di Itsukushima:
anche questo luogo è stato dichiarato  patrimonio dell’Unesco, ed era prima inaccessibile, in quanto considerato luogo sacro.
Si cerca comunque di preservarne la purezza, allontanando l’alternanza di vita e morte.
Donne incinte e moribondi non possono mettere piede sull’isola dove è situato il santuario. 
Ovviamente anche qui si vedono passeggiare per strada (e nella stazione dei ferryboat) i cervi sacri.
Altra particolarità, il Torii di accesso al santuario di colore rosso si trova in mezzo al mare;
ma per effetto della marea, ad una certa ora del giorno, il mare si ritira in maniera incredibile, ed è raggiungibile a piedi.
Noi abbiamo pranzato, e da lì a qualche ora abbiamo potuto avvicinarci al grande Torii in secca.
Abbiamo anche conosciuto dei simpatici studenti giapponesi che intervistano i turisti, noi eravamo tra i pochi occidentali.
Kyoto – day 11
(on the way back)
Serata passata tra onsen – rituale del bagno giapponese che, dopo qualche dubbio iniziale sul concetto giapponese di comunione nella nudità, i ​bambini hanno praticato rilassandosi alla grande, ed acquisendo loro stessi i passi del rituale;
e successiva passeggiata al quartiere Gion, famoso per la presenza di geishe, che stanno ormai scomparendo, dato il durissimo addestramento a cui sono sottoposte dalle scuole preposte a formarle.
​​
Kyoto – day 12
Visita al Manga Museum ed al tempio Zen di Kōdai-ji.
I giapponesi prendono molto sul serio i manga, ve ne sono anche di genere satirico, educativo e formativo, rappresentanti le realtà giovanili etc.;
e loro trascorrono ore a leggerli in sale preposte – ovviamente in religioso silenzio.
In questo museo ce ne sono oltre 300.000, a partire dalle prime pubblicazioni del 1945 ad oggi.
Ho trovato anche Lady Oscar e Astroboy!
Il tempio zen di Kōdai-ji ha un bel giardino in pietrisco ordinato con la relativa tecnica, che pare non abbia molto seguito in occidente – siamo riusciti ad importare solo i bonsai… 🌳
ha dei bellis​s​imi aceri giapponesi, uno molto simile al nostro 🍁😊 ed una bella vista dal bosco sul vicino memoriale Ryozen Cannon, dedicato a tutti i militi ignoti della II guerra mondiale, che custodisce un gigantesco ​Buddha di colore bianco. 
Su uno dei portali esterni sono rappresentate varie svastiche​;​ non tutti sanno che questo simbolo si trova spesso associato ai ​B​uddha nelle religioni buddhiste e induiste, come segno di prosperità.
Da noi viene associato esclusivamente al nazismo, dopo che fu preso in prestito dal partito nazionalsocialista tedesco, ma è un simbolo che ha tutt’altra genesi…
Tokyo – day 14
Visita alla Tokyo Tower, con vista a 360′ sulla città.
Purtroppo il Monte Fuji non è chiaramente visibile, non essendo l’aria completamente tersa.  Ma la vista sulla città è comunque spettacolare.
Particolare la storia della “mistery ball” ritrovata nel 2012 durante lavori di ristrutturazione e sostituzione dell’antenna, prima volta che accadeva dall’anno di costruzione della torre, il 1958.
Nessuno sa come questa palla da baseball sia finita o da chi sia stata messa lassù. 
E per finire bene la serata… un ottimo sushi!
Che, manco a dirlo, Francesco non ha mangiato! 🙄
Tokyo – day 15 (morning)
Visita al mercato ittico di Tsukiji:
iniziamo con colazione alle ore 08:45 con spiedino di pesce spada alla brace;
proseguendo con Maxi che assaggia qualsiasi cosa abbia a tiro e Milla che lo imita, terminiamo mangiando tempura (pesce fritto) alle 10:30.
Francesco e la mamma: non pervenuti 😂
Tokyo – day 15 (early afternoon)
Ci spostiamo nel quartiere di Odaiba per visitare il Miraikan, museo della scienza e dell’innovazione tecnologica, per ammirare androidi e robot, tra cui l’ultimo esemplare targato Honda: Asimo.
Siamo ammirati dall’evoluzione robotica, ma anche un po’ sconcertati:
qui in Giappone pensano che in futuro ci saranno sempre più persone che vivranno, per scelta o necessità, da sole, e stanno sviluppando un robot da compagnia. 
E a proposito di androidi e Blade Runners:
vi sfido a riconoscere nelle foto la ragazza umana e la sua copia androide.
Come dice il loro creatore:
What is being humans?“…
Una domanda alla quale non è così semplice rispondere, a mio avviso. 
E non ci siamo fatti mancare una visita al vicino mega-robot Gundam – attualmente in ristrutturazione – e relativo store con acquisto di modellino in scala 1:60.
Tokyo – day 15 (evening)
Chiudiamo in bellezza quest’altra giornata piena con una cena in stile giapponese servita in barca, nella meravigliosa baia di Tokyo, con vista sullo skyline.
Goodbye, Tokyo…​ ci hai lasciato dei ricordi indimenticabili.

LAST – BUT NON LEAST – CONSIGLI: I MERAVIGLIOSI WC GIAPPONESI!

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Se volete conoscere le istruzioni per l’uso dei complicati WC Giapponesi e non farvi prendere dal panico… beh, questo servizio è a pagamento! 🙂

Abbiamo dovuto reclutare un team di ingegneri per venire a capo del problema!

 

Japanese wc – user guide

How to approach a Japanese WC 🙂

€1,00

Considerazioni finali sul Giappone
La purezza, la ritrosia ed al tempo stesso l’eleganza dei gesti e la generosità del popolo giapponese ci hanno lasciato un ricordo indelebile nei nostri cuori.
Come quella volta che attendevamo il bus al ritorno dal mare, con i piedi a mollo in una vasca di acqua calda naturale lì nei pressi.
​Accanto a noi, una coppia di giapponesi non più giovani con un figlio disabile, che hanno insistito per regalare ai nostri bambini un suo gioco d’acqua, e poi si sono allontanati sorridendoci.
Chissà cosa pensavano in quel momento.
O come quell’altra volta, quando un anziano signore ha visto Milla camminare orgogliosa con il suo kimono, ed ha aperto i sacchetto della spesa per donarle dei dolciumi…
forse anche lui affascinato da questa bambina occidentale, rispettosa delle tradizioni.
Come ripeto sempre, siate rispettosi delle tradizioni dei paesi che andrete a visitare.
In Giappone salutate sempre, più volte; 
non provate a passare i soldi direttamente dalle vostre mani ​​(vanno messi nelle apposte vaschette); 
non soffiatevi il naso in maniera rumorosa,​ sono solo alcuni esempi, che poi non sono altro che regole di buona educazione.
E comunque sia viaggiate, apritevi al mondo. E lasciatevi sorprendere da esso.

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Our first XL-family trip: Iceland!

ENGLISH VERSION

In order to make life easier, I’ve decided to put on our first blog article (I mean, your and mine) talking you about a trip destination that many XL-families discard, for different reasons:

– Iceland in particular, the Nordic countries in general are EXPENSIVE;

– It is a sort of “difficult” land, sometimes inhospitable (glaciers, volcanoes, fast changing for weather conditions), NOT SUITABLE FOR TRAVELLING WITH CHILDREN;

– Wonderful, but what THE HELL DO YOU WANT TO DO THERE WITH CHILDREN??

 

The above is a summary of the most common doubts / perplexities, which grip potential travelers with a family in tow.

I have good news for you: in this blog we will never consider “I would, but I cannot“!

 

Replying to the reasons for the shipwreck of the above mentioned travel intentions:

– TRUE, Iceland is expensive, but with a few tricks and our suggestions you can save a lot of money;

– TRUE, also happened to us to run into adverse weather conditions, but following a pre-established path you should never have problems;

– TRUE, the peculiarity of Iceland is the nature that you will admire in many forms at very short distances, and this will also keep the attention and fascinate your children.

Speaking from my personal experience and point of view: our first-born kid, Francesco, has visited Iceland with us when he was 9 y.o., and told us that Iceland is the country that most struck him, and that he would like to come back.

More than any other we have visited: more than Japan, with unparalleled charm as its people, and its ancient traditions.

More than the United States, with its wonderful parks, Disneyworld and NASA.

More than FranceGermanySpainArgentina …

 

None of these countries can overcome, in its imaginary, the uniqueness of the ecstatic beauty of Iceland, which lies exclusively in the power of nature, even when the nature is inclement.

Iceland is one of those places where you are obliged to reflect on the beauty of the nature that surrounds you, because there is not much else – like historical places or mega-parks – and this “other” would be superfluous.

Nothing would add; in fact – allow me the license – it would be like the lipstick on the lips of the woman you love: something that wouldn’t allow you to taste the first kiss to the end.

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Now, let’s move on to some practical tips, with links to which you can connect to better organize your family trip:

Iceland is a country that must absolutely be included in your personal wish list, too different from any other country you have seen before; and with some little trick, it can also be for everyone, f.e.:

– booking the tickets in advance, we have chosen this company that was the cheapest (but considered a stopover in Germany): www.airberlin.com

– the car rental doesn’t necessarily has to be a Big-Foot or a 4 × 4 – they usually advise you to rent it, but it is not to take advantage of it: they have another conception of road hazards. However, if you are travelling with children, a 4 × 4 can give you a sense of safety, and is necessary if you plan to drive on some internal roads, outside the R1 route (Ring Road or Route 1).

Iceland-Ring-Road-Map

We have booked at this link:http://www.cheapcarrentaliceland.com/book/cars/

– Always prefer guesthouses or cottages or hostels to the hotels, they are very clean and with all the comforts you may need; you will not have a bathroom in your room, but common bathrooms on the floor: in Iceland is absolutely ok. We have a list of accommodations that will allow you to visit all of Iceland, doing the full tour in only 10 days, and without too much trouble (ask us for free).

You can send an email and book directly, avoiding the agency costs, but first of all, register you and your family as eMembeship on the Hostelling International website, and don’t forget to communicate it in the booking phase:https://www.hihostels.com/

 

This will grant you special discounts, traveling with children.

– Restaurants are not so much expensive, if compared to restaurants in big European/US cities, but if you want to save money, you can buy your meal in markets or you can eat in the gas service stations, they serve hot dishes in addition to the usual sandwiches. Even tap water is drinkable, but in some cases it can have a strong sulfur smell, but if that is not a problem for you …!

– Most accesses to natural wonders are free, the least a traveler can do is to RESPECT these places, therefore: you must avoid disturbing or, worst, damaging nature and local fauna; f.e.  taking away “souvenirs” as flowers , rocks, getting too close to the birds (puffins) to take selfies…; think that the biggest geysir has been obstructed by the coins that tourists threw inside it, using it like a wishing well … nothing to add, nature must always be respected.

 

What you need to prepare:

just let yourself be surprised. It is practically impossible that this land will leave you indifferent.

It will be an “on the road” journey, you will drive hundreds km., part of these on gravely roads (but well maintained), with fog, rain showers, steep descents and fjords, sometimes combining these elements, changing hotel every day, often in absolutely isolated places – because in Iceland you will find wonderful places on the way… and the cities – except for the capital Reykjavik in the south-west and Akureyri in the north – are like small fishing villages, inhabited by few hundred people …

Be confident, your “little explorers” will have much less problems than you “adults”, and will also eat the (excellent) local soups.

Don’t have any doubts about the fact that they will enjoy this beautiful journey.

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Of course, it is not a trip that I would recommend to people who like to spent their holidays only in sunny seaside, like Capri!

This is basically a “hard” land, where one day a volcano explodes, and blocks the whole European air traffic, taking away a piece of the main road – the R.1 which, as I said, practically goes around all the island – and cuts the country in 2; or where a glacier decides to extend itself, and takes away a steel bridge with it …

 

 

This is the land of ice and fire, of elves, trolls, unique horses running free by the sea, of adventurous “Journey to the Center of the Earth”… and of ourselves.

 

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Iceland is beautiful, harsh, and sometimes elusive.

And will leave in your soul something like a sense of unfinished, but don’t be surprised, you will not be alone: it’s just your desire to come back, the “Africa blues” or Brasilian “saudade”.

 

 

Further suggestions:

remember to bring an eye mask with you, like the ones you use on airplanes: night light at night can be annoying, filtering through the curtains.

Absolutely, don’t miss a day at the Blue Lagoon, which can also be booked online:http://www.bluelagoon.com/

Prices are high, but in line with those of the SPA of a certain level, and in this case there is no comparison that takes.

Also remember that it’s always a good idea to get a travel insurance for the whole family, that will protect you from any risks.

FEEL FREE TO CONTACT US IF YOU NEED ANY SUGGESTION! 🌎🤝✈

Massimo & Lorena

BE AWARE – COMING SOON! (short list of countries we have visited):

– Japan 🇯🇵

– USA 🇺🇸

– Argentina 🇦🇷

– Italy 🇮🇹

– Turkey 🇹🇷

– France 🇫🇷

– Austria 🇦🇹

– Sverige 🇸🇪

– Germany 🇩🇪

…and many more!

Il nostro primo viaggio XL: in Islanda!

Tanto per facilitarci la vita, ho deciso di pubblicare il primo articolo di questo nostro (intendo vostro e mio) blog parlandovi di un viaggio verso una destinazione che molte XL-families scartano, per motivi diversi:

–          L’Islanda in particolare, i paesi nordici in generale sono CARI;

–          È una terra ostica, a tratti inospitale (vedi ghiacciai, vulcani, condizioni climatiche repentinamente mutevoli), NON ADATTA A VIAGGI CON BAMBINI;

–          Meravigliosa, ma che ci VADO A FARE CON I BAMBINI?? È tutta natura!

Questa sopra è una sintesi dei dubbi / perplessità più comuni, che attanagliano i potenziali viaggiatori con famiglia al seguito.

Ho good news per voi: in questo blog non considereremo mai il “vorrei, ma non posso”! 😁

 

Replicando ai motivi di naufragio delle intenzioni di viaggio di cui sopra:

–          VERO, l’Islanda è cara, ma con qualche piccolo accorgimento ed i nostri suggerimenti potrete risparmiare un bel po’ sui prezzi degli alloggi;

–          VERO, è capitato anche a noi di imbatterci in condizioni climatiche avverse, ma seguendo un percorso prestabilito non dovreste mai avere problemi;

–          VERO, la peculiarità dell’Islanda è la natura che ammirerete in molteplici forme a distanze ridottissime, e questo affascinerà anche i bambini.

Parlo per esperienza personale: il nostro primogenito, Francesco, ha visitato l’Islanda con noi quando aveva 9 anni, e ci ha detto che è il paese che più l’ha colpito, e che vorrebbe tornare a visitare.

Più di qualsiasi altro che abbiamo visitato: più del Giappone, dal fascino ineguagliabile come la sua gente, e le sue tradizioni millenarie.

Più degli Stati Uniti, con il suoi meravigliosi parchi, Disneyworld e la Nasa.

Più della Francia, della Germania, della Spagna, dell’Argentina…

Nessuno di questi paesi può  superare, nel suo immaginario, la unicità della bellezza estatica dell’Islanda, che risiede esclusivamente nella potenza della natura, anche quando è avversa.

l’Islanda è uno di quei posti dove sei obbligato a riflettere sulla bellezza della natura che ti circonda, perché non c’è molto altro – come luoghi storici o mega-parchi di divertimento – e questo “altro” sarebbe superfluo.

Nulla aggiungerebbe; anzi  – permettetemi la licenza – sarebbe come il rossetto sulle labbra della donna che ami: un qualcosa che ti impedirebbe di assaporare fino in fondo il primo bacio.

 

Passiamo ora ad un po’ di consigli pratici con relativi link a cui collegarvi per organizzare al meglio (e senza svenarvi) il vostro viaggio in famiglia:

l’Islanda è un paese che va assolutamente inserito nella lista di quelli da visitare, troppo diverso da qualsiasi altro abbiate visto; e con qualche piccolo accorgimento, può risultare anche alla portata di tutti, ad esempio:

–          prenotando i biglietti d’aereo con largo anticipo, noi abbiamo scelto questa compagnia che risultava la più economica (ma considerate uno scalo in Germania): www.airberlin.com

–          l’auto a noleggio non deve necessariamente essere un Big-Foot o una 4×4 – solitamente vi consigliano di farlo, ma non è per approfittarsene: e che qui hanno un’altra concezione dei pericoli stradali. Tuttavia, se viaggiate con bambini al seguito una 4×4 può darvi un maggior senso di sicurezza, ed è necessaria se pensate di avventurarvi in alcune strade interne, al di fuori del percorso della R1 (Ring Road o Route 1), o fare qualche deviazione.

Iceland-Ring-Road-Map

Noi abbiamo prenotato a questo link: http://www.cheapcarrentaliceland.com/book/cars/

–          Preferite sempre le guesthouse o le farmhouse o gli hostel agli hotel, sono pulitissimi e con tutti i confort; e non storcete il naso se non avete il bagno in camera, ma questo è in comune al piano: qui è assolutamente normale. Abbiamo un elenco di sistemazioni (che potete chiederci inviandoci un messaggio – ovviamente gratis) che vi permetteranno di visitare tutta l’Islanda, facendo il giro completo in 10 giorni, senza affannarvi troppo.

Potete mandare una email e prenotare direttamente, evitando i costi di agenzia, ma prima iscrivetevi come eMembeship sul sito Hostelling International e comunicatelo alla prenotazione: https://www.hihostels.com/it .

Questo vi garantirà degli sconti particolari, viaggiando con bambini.

–          I ristoranti non sono eccessivamente cari, se paragonati a qualsiasi città europea di grandi dimensioni, ma comunque se volete risparmiare un modo c’è: fate la spesa nei supermarket o mangiate nelle stazioni di servizio, molte offrono anche piatti caldi oltre ai soliti panini. Anche l’acqua dei rubinetti è potabile, ma in alcuni casi può avere un forte odore di zolfo, ma se non vi disturba…!

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–          Molti accessi alle meraviglie naturali sono gratuiti, il minimo che possa fare un viaggiatore è rispettare tali luoghi, quindi: evitare assolutamente di arrecare disturbo o, peggio, danno alla natura ed ad alla fauna locale, ad esempio portando via “souvenir” come fiori, staccando rocce, avvicinandosi troppo agli uccelli per scattare foto; pensate che il più grande geysir è stato ostruito, nel corso del tempo, dalle monetine che lanciavano all’interno i turisti, utilizzandolo a mò di pozzo dei desideri… niente da aggiungere, la natura va sempre rispettata.

A cosa dovrete preparavi:

lasciatevi sorprendere. È praticamente impossibile che questa terra vi lasci indifferenti.

Sarà un viaggio “on the road“, nel quale percorrete centinaia di km, in parte su strade sterrate (ma ben tenute), con nebbia sugli altipiani, scrosci di pioggia, discese ripide e salite nei fiordi, a volte combinando questi elementi, cambiando hotel ogni giorno, spesso in posti assolutamente isolati – perché in Islanda i posti meravigliosi li trovi durante i tragitti, e le città – fatta eccezione per Reykjavik al sud-ovest ed Akureyri al nord – da noi sarebbero dei piccoli borghi di pescatori, abitati al massimo da qualche centinaio di anime…

Ma i “piccoli esploratori” non si perdono d’animo, e si faranno molto meno problemi di noi “adulti” e impareranno a mangiare anche le (ottime) zuppe locali;

non abbiate dubbi sul fatto che reggeranno benissimo questo viaggio bellissimo, anche se impegnativo. Certo, non è un viaggio che consiglierei a chi la vacanza la intende come 1 mese a Portofino.

Questa è basicamente una terra inospitale, dove un giorno un vulcano esplode e blocca il traffico aereo di mezza Europa, si porta via un pezzo della principale strada asfaltata – la R.1 che, come ho detto, praticamente fa il giro dell’isola – e taglia il paese in 2, o dove un ghiacciaio decide di estendersi e si porta via un ponte di acciaio…

Questa è la terra del ghiaccio e del fuoco, degli elfi, dei troll, dei cavalli che corrono liberi in riva al mare, dei viaggi avventurosi al centro della terra… e di noi stessi.

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L’Islanda è bellissima, aspra, ed a tratti sfuggente. Vi rimarrà un senso di incompiuto in un viaggio come questo, ma non meravigliatevi: sarà la voglia di tornare, il “mal d’Islanda”.

Ulteriori suggerimenti:

ricordate di portare con voi una mascherina per gli occhi, del tipo che si usano sugli aerei: la luce notturna di notte può risultare fastidiosa e filtra comunque tra le tende.

Non vi fate mancare una giornata alla Blue Lagoon, anche questa prenotabile online: http://www.bluelagoon.com/

I prezzi sono alti, ma in linea con quelli delle SPA di un certo livello, ed in questo caso non c’è paragone che tenga.

Rammentate anche che è sempre buona regola considerare un’assicurazione di viaggio per tutta la famiglia, che copra qualsiasi tipo di imprevisto.

 

Sotto, vi allego il resoconto del mio primo viaggio in Islanda fatto nel 2009, da solo con mia moglie, che potrà darvi un’idea più chiara dei luoghi e delle tappe.

È quasi lo stesso percorso fatto nel 2016 con i nostri bambini di 9, 7 e 6 anni. Anzi, con loro abbiamo aggiunto più tappe ed escursioni, a cavallo e in aereo da turismo, sorvolando i vulcani!

Al link sotto trovate anche le foto più significative:

https://viaggi.corriere.it/diari-di-viaggio/europa/islanda/islanda_viaggio_nel_sogno_83269.shtml

NON ESITATE A CONTATTARCI PER QUALSIASI TIPO DI SUGGERIMENTO! 🌎🤝✈

Massimo & Lorena

CONTINUATE A SEGUIRCI – COMING SOON! (breve lista di alcuni dei paesi visitati, con articoli in pubblicazione):

– Giappone 🇯🇵

– USA 🇺🇸

– Argentina 🇦🇷

– Italia 🇮🇹

– Turchia 🇹🇷

– Francia 🇫🇷

– Austria 🇦🇹

– Svezia 🇸🇪

– Germania 🇩🇪

…e tanti altri!

Islanda: il sogno diventato realtà
Visitare l’Islanda è diventato il mio viaggio ideale, il mio sogno, più di 30 anni fa:

quando avevo solo 8 anni, ricevetti in regalo due libri, che accesero la mia giovane fantasia, e che sempre mi accompagnano; i libri, ancora custoditi gelosamente nella biblioteca di famiglia, sono due classici di Jules Verne, “Viaggio al centro della terra” e “20.000 leghe sotto i mari”.

Se quest’ultimo mi ha generato un interesse generale nei confronti delle oscurità sottomarine e dei film di genere, il primo mi ha regalato una passione più definita verso miti, misteri, luoghi e persone che vivono nelle estreme latitudini del nostro pianeta, e la vivida voglia di visitare il luogo in cui iniziò la favolosa avventura, creata dal genio fantascientifico dello scrittore francese:

il vulcano Snaeffels che domina il ghiacciaio Snaeffelsjokull in Islanda, descritto nel manoscritto di Arne Saknussemm, alchimista islandese.

 

Il sogno è diventato realtà allo scoccare dei mio 40 anni, materializzato come inaspettato regalo della mia compagna di vita e di avventure: mia moglie.

 

Il nostro viaggio in questa terra fuori dal comune inizia il 3 agosto 2009, all’arrivo all’aeroporto di Keflavik in tarda serata:

il buio che ci accompagna all’arrivo nella capitale Reykjavik ci impedisce di godere subito della particolarità del paesaggio, che ci apprestiamo a scoprire il mattino seguente di buon’ora:

si parte con destinazione Pingvellir, e subito ci rendiamo conto di attraversare un paese fuori dal comune, le campagne sono di un colore verde irreale, i colori che si alternano sembrano dipinti da Monet, e l’Islanda ci dà il benvenuto con una mattina di sole pieno, ed una temperatura di ben 19°C, incredibile a queste latitudini!

Sarà anche l’unico giorno in cui vedremo un sole così splendente, gli altri giorni ci accompagnerà un tempo normalmente variabile, tra pioggia quasi mai battente, nuvole, brume e nebbia intensa, e schiarite improvvise; tutto ciò fa parte della particolarità di questa terra, e non dà alcun fastidio, anzi!

A Pingvellir entriamo nella spaccatura della dorsale atlantica, che divide la placca continentale nordamericana da quella europea: Pingvellir, ovvero “Pianura dell’assemblea”, prende il nome dal fatto che qui si riuniva l’assemblea dell’Alping, la più antica forma di istituzione parlamentare al mondo, fondata nel 930.

 

La nostra seconda tappa è Geysir, uno dei luoghi più visitati del paese, e questo in Islanda vuol dire che, anche nel periodo estivo, troverete qualche decina di turisti intorno a voi, quindi mai folla, tantomeno code oceaniche, e anche viaggiare in auto è un piacere assoluto, niente code, caselli, traffico… bisogna tenere a mente che siamo inun paese di circa 300.000 anime, perlopiù non abitato, ma comunque ben organizzato per qualsiasi tipo di esigenza turistica; per fortuna gli islandesi non hanno commesso l’errore strategico di favorire il turismo di massa, ed inoltre la latitudine stessa scoraggia gli amanti del caldo torrido e della tintarella.

I geysir (letteralmente. “emettere a soffi”) e le fumarole si ritrovano in vari posti del paese, ma qui se ne trova uno in particolare che, ad intermittenza di alcuni minuti, emette un getto verticale d’acqua bollente ad un’altezza di 30 metri: spettacolare!

 

Terza tappa del nostro viaggio nel periplo d’Islanda è la cascata di Gulfoss, arriviamo a sormontarla dopo un breve camminamento che la costeggia, dove l’aria è imperlata da minuscole particelle d’acqua generate dal salto della cascata, che creano un arcobaleno costante al di sopra di essa: sembra tutto così irreale…ancora una volta: benvenuti in Islanda, il paese che non finirà mai di stupirci!

Incontriamo sul cammino stradale una fitta nebbia, ma un minimo di attenzione ed il rispetto dei limiti di velocità imposti dal buon senso comune fanno sì che anche questo sia un passaggio piacevole, e quando la nebbia inizia a diradarsi godiamo nuovamente di pianure di un verde spettacolare, alternate a paesaggi lunari…

L’Islanda è ricca di peculiarità, e ci sono varie curiosità che attirano l’attenzione anche del viaggiatore più distratto; tanto per citarne qualcuna: la scarsa presenza di alberi, che inoltre hanno un’altezza media ridotta – un famoso detto islandese recita: come fare se ti perdi in un bosco? Basta alzarti in piedi… -; la presenza ai lati delle strade di pietre impilate a formare numerose “colonne” più o meno alte, a volte anche consecutive, di cui l’unica spiegazione “ufficiale” è… che si tratti di folletti e creature fantastiche pietrificati poichè sorpresi dal sorgere del sole…

inoltre nelle numerose fattorie saltano all’occhio le balle di fieno imballate in una sorta di….profilattico che le protegge dalle intemperie. Inoltre le pecore, come anche i famosi cavalli islandesi, vengono lasciati spesso al libero pascolo, e non è raro che soprattutto le prime arrivino ad occupare le strade, creando così l’unico vero pericolo per gli automobilisti; ma un colpetto di clacson le induce a cedere il passo, senza problemi.

 

Sulla strada incontriamo più ciclisti che automuniti, notiamo che il tempo poco clemente ed in particolare il forte vento hanno indotto un pur attrezzatissimo ciclista ad abbandonare la bici a lato della strada, in cerca di un riparo, o forse di un vettore più comodo!

Il paesaggio cambia in continuazione, passando da chilometri di lava alle verdissime pianure che circondano le fattorie del sud, mentre sullo sfondo si staglia minacciosa la figura del vulcano Hekla, sormontato dalle nubi: dal 1970 questo vulcano ha eruttato quasi regolarmente ogni 10 anni, ed essere quasi alla scadenza di una nuova decade fa una certa impressione…l’ultima eruzione dell’anno 2000 ha ricoperto ben 18 km2 di territorio!

Raggiungiamo la cascata di Skogafoss: un sogno d’acqua in caduta verticale per 60 metri, circondata dal verde dei prati e dei dirupi: l’emozione ed il senso di purezza arrivano dritti al cuore… sicuramente la cascata più bella d’Islanda, che lasciamo a malincuore per dirigerci verso un’altra destinazione consigliata: la spiaggia di sabbia nera di Dirholaey: è una breve deviazione dalla strada n.1, la strada principale, e benchè messi sull’avviso dalla guida riguardo le condizioni spesso proibitive, quando scendiamo dall’auto siamo investiti in pieno da un vento fortissimo, la pioggia sebbene non sia fitta si mescola agli spruzzi portati dal vento, cerchiamo con il nostro massimo sforzo di avvicinarci al mare, ma nel punto in cui la scogliera non ci protegge più, il vento diventa di una forza spaventosa e siamo costretti ad indietreggiare, inchinandoci rispettosi alla forza immensa di questa natura spettacolare!

 

Passiamo la notte a Vik, situata nella fertile pianura di Myrdalur, cittadina che conta ben…330 abitanti; altra particolarità e che qui la cittadine iniziano e terminano spesso nell’arco di 1 km., per cui sono molto utili i cartelli che ne segnalano l’inizio e la fine, per i viaggiatori increduli.

Anche le guide spesso segnalano paesi piccolissimi, ma spesso con caratteristiche particolari: un museo curioso, una bella chiesetta, una caffè artistico: quale altro paese al mondo è uguale?

 

Prossima tappa: Skaftafell, a sud dell’imponente ghiacciaio Vatnajokull, il più grande ghiacciaio d´Europa ed il secondo al mondo dopo il Perito Moreno patagonico.

Qui le pianure verdi cedono il passo ad un vero deserto lavico, generato da un’imponente eruzione vulcanica, quando passiamo nell’area di Kirkjubaejarklaustur – che deve il nome impronunciabile al fatto che fu un tempo sede di un convento.

Abbiamo prenotato una visita in barca in un altro dei posti più visitati d’Islanda: la laguna glaciale di Jokusarlon. Il freddo non è intenso, ci sono diversi iceberg che fanno capolino sull’acqua ed in lontananza intravediamo il Vatnajokull.

I ghiacci che galleggiano in questa laguna sono millenari, è tipico che le guide ne offrano un pezzetto da assaggiare ai turisti che si osano. Qualcuno, scendendo dalla barca, esprime la sua opinione dicendo che il Perito Moreno non ha paragoni, ed avendo avuto la fortuna di vedere anche quello, non riusciamo a dargli torto, ma sono tante altre le bellezze uniche.

 

Il nostro terzo giorno di permanenza in terra islandese termina nella cittadina (da noi sarebbe definito paesino, avendo una popolazione residente di 300 persone) di Hofn:

ci fermiamo a cenare in un ristorante consigliato dalla nostra guida, inutile dire che il pesce è ottimo e freschissimo e la carne d’agnello tenera come in nessun altro posto al mondo, ma se volete accompagnare il tutto con un buon vino, beh, la scelta deve cadere – peraltro orgogliosamente – su un vino italiano; anche se bisogna dire che un buon prosecco costa parecchio più che in Italia, ma patriotticamente non rinunciamo!!

 

Al 4° giorno, continua la nostra avventura tra paesaggi solitari, strade senza incontri e natura incontaminata, verso gli East Fjords, i fiordi dell’est, con il mare che si insinua in maniera profonda al loro interno ed una strada che ci “costringe” a seguirne il sinuoso andamento; facciamo una sosta in una cittadina dal nome impronunciabile, Stöðvarfjörður, dove una granitica signora di nome Petra ha messo su, nell’arco di una vita, una collezione di pietre veramente imponente; nella simpatica veranda è possibile fermarsi a bere un caffè o un the caldo – sembra strano da pensare dato che siamo in pieno agosto, ma in questi giorni la temperatura varia, di giorno, da un minimo di 12 ad un massimo di 15°C. Da qui proseguiamo verso il nord,percorrendo la strada 96 fino a raggiungere Faskruosfjordur, un tempo base dei pescatori francesi, che qui costruirono un ospedale e una cappella, ed i loro discendenti tengono la bandiera transalpina esposta alle finestre: vive la France!

 

Proseguendo verso Egilsstaðir la strada diventa sterrata, ma nessun problema con la nostra auto a noleggio, una normale auto di cilindrata media, anche se ci avevano consigliato un 4×4 non abbiamo mai avuto alcun tipo di problema: del resto io sono patentato a Napoli, e mia moglie in Argentina: cosa ci può mai sconvolgere??

C’è una fitta nebbia, stavolta si fa fatica un po’ ad arrivare alla meta prefissata perchè bisogna fare attenzione ai tornanti che non hanno protezioni laterali; ma, come sempre, vale la pena anche godere di questi spettacoli naturali, e del rischio minimo connesso.

Invece, a malincuore, il giorno seguente rinunciamo ad arrivare alle cascate di Dettifoss: ci sono troppi km. di strada sterrata da percorrere ed abbiamo una tabella di marcia molto stretta da rispettare; ma in fondo è un modo per dire che un giorno ritorneremo, a vedere ed a scoprire ciò che abbiamo solo rimandato….

 

Arriviamo a Husavik, dove abbiamo prenotato la nostra seconda escursione: il whale watching, ovvero l’avvistamento delle balene. La cittadina è molto carina con il suo piccolo porticciolo caratteristico e le montagne perennemente innevate di fronte, c’è anche un museo dedicato alle balene ed un altro alla cultura…. fallica, con reperti di varie specie. Abbiamo un po’ di tempo prima della partenza nel primo pomeriggio, e lo passiamo facendo qualche piccolo acquisto e mangiando sandwich con un ottimo salmone ed il burro islandese, il tipico smjör . All’imbarco abbiamo a disposizione ogni tipo di tute ed impermeabili, ci allontaneremo un po’ dalla costa ma alla fine non farà mai tanto freddo. L’avvistamento con le balene avviene puntualmente, o meglio: con il dorso di alcune balenottere comuni; se decidete di fare un’esperienza del genere e vi immaginate di trovarvi davanti la balena di Pinocchio con le fauci spalancate che vi sorride in posa mentre voi, in tutta comodità, le scattate una 50ina di foto, beh, correte il rischio di rimanere delusi… la maggior parte delle foto – se avrete l’abilità di cogliere l’attimo – sarà della “schiena” delle balene. Oltre alle balene, è facile avvistare anche dei delfini ed i tipici uccelli islandesi: i “Puffin”, che in una delle nostre malriuscite traduzioni definiamo “Pulcinella di mare”:  questi simpatici volatili hanno le dimensioni di un piccolo pinguino, un corpo simile con un becco dai colori sgargianti come quello di un tucano – ma più corto – e sono tanto bravi e veloci in volo e nel tuffarsi in acqua, quanto disastrosi nei loro rocamboleschi atterraggi sulla terraferma.

A proposito delle balene e dei Puffin, c’è da dire che in Islanda, oltre che nel loro habitat naturale, li trovate anche serviti in svariati ristoranti; ovviamente la cosa fa storcere il naso alla quasi totalità del resto della popolazione mondiale – e pure a noi, che a parte il contenzioso con il cetaceo che inghiottì l’italico Pinocchio di Collodi e il di lui babbo, non capiamo la necessità della caccia ad un genere in via d’estinzione.

Destinazione lago Myvatn: prima di arrivare ci fermiamo in una fattoria/caffè, il “Cowshed cafè” a Vogafjos, dove una pubblicità diceva si potesse degustare la “mozzarella”: quella nostrana è altra cosa, la mozzarella islandese è una specie di formaggio fresco, comunque gustoso; in compenso il latte appena munto è veramente di ottima qualità, e per niente grasso; e l’ottimo pane nero viene cotto interrato, con il calore sviluppato nell’area geotermale dai geysir.

Vediamo, di seguito, i cosiddetti “pseudocrateri” a Skútustaðir e poi ci fermiamo ad ammirare il lago Viti, formato nel cratere del vulcano Krafla: un lago di un colore verde-turchese intenso, per l’ennesima foto da cartolina; intorno il paesaggio e dominato dall’odore intenso di zolfo e dalla lava nera, che sembra ancora viva, ed in movimento incessante.

A Godafoss possiamo vedere un’altra cascata: questa è la cosiddetta “Cascata degli dei” poichè si racconta che qui furono gettate le statue che rappresentavano gli dei pagani, quando l’Islanda si convertì al Cristianesimo: è sempre un’emozione, pur trattandosi dell’ennesima cascata, affacciarsi al di sopra di essa. Quindi procediamo in direzione Akureyri, una delle città maggiori dell’Islanda e capitale del nord – sempre secondo parametri per noi inusuali – che è una bella cittadina portuale, sede anche di un aeroporto che effettua diversi voli all’interno dell’isola, ed anche al di fuori di essa, in particolare uno verso l’isola di Grimsey che rappresenta la propaggine estrema dell’Islanda, dove si può attraversare il circolo polare artico: mitico!

Non resistiamo alla tentazione, prendiamo la strada n.821 che costeggia l’aeroporto e ci rechiamo a visitare lo Jolahusid store, ovvero il negozio di Babbo Natale: troppo forte la tentazione di acquistare qualche souvenir per un “touch” di Natale islandese!

Procediamo quindi per il rientro verso Reykjavik, nella parte “storica” dell’Islanda si passa per Skagafjörður, ed una sosta a Glaumbær è d’obbligo, per visitare le tipiche case con i tetti in torba e capire come vivevano in questa isola i contadini all’inizio del secolo scorso; inoltre nell’annesso caffè con arredamento in stile si possono assaporare alcune delizie tipiche “home made”.

Nella propaggine occidentale dell’Islanda che si slancia come un ponte nell’oceano, arriva il pieno compimento del desiderio di un bambino: nella penisola dello Snaefelness, dominata dal vulcano Snaefells: è qui che mi ricongiungo ad esso, alle fantastiche avventure vissute nelle pagine di un libro attraverso i miei occhi sognanti…è con lo stesso sguardo e con lo stesso cuore ritornato puro grazie a questo viaggio, che ora guardo all’imponenza di questo vulcano maestoso, che incute ed intima rispetto, tra il bianco del ghiaccio ed il nero della lava tutto intorno, a ricordarci la bellezza di tutta questa terra, ricca di contrasti. Ed il mio sogno diviene realtà…

 

Quando arriva il penultimo giorno di permanenza, crediamo di avere ormai di avere fatto il pieno di emozioni; il viaggio verso Reykjavik avviene passando nel tunnel sotto il fiordo; adesso abbiamo più tempo per vedere la capitale, la città è ovviamente molto pulita e ordinata, ricca di locali; visitiamo il centro e la cattedrale di Hallgrímskirkja: candida e maestosa al suo interno nella semplicità e pulizia delle linee slanciate, purtroppo fuori è soggetta a restauro e non riusciamo a godere appieno della sua bellezza… Dal porto prendiamo un battello che ci porta a vedere più da vicino i buffi e dolcissimi Puffin, che comunque, a differenza degli impavidi gabbiani, si tengono sempre a distanza di sicurezza, per le ragioni di cui sopra.

 

Il giorno è abbastanza freddo, proseguiamo verso la nostra ultima tappa: la Bláa lónið, – Blue Lagoon – a Grindavík: per raggiungerla viaggiamo per chilometri attraverso una distesa di lava nera e null’altro, un paesaggio irreale, finquando intravediamo da lontano delle colonne di fumo bianco venire su dall’ennesima area geotermale; la Laguna Blu islandese è un lago di colore verde-azzurro, lattiginoso, con tutte le proprietà curative delle alghe che gli conferiscono questa colorazione particolare, e nel quale potersi rilassare prima del rientro, ed è quello che facciamo. Ci sono molti turisti e anche tanti islandesi, ma l’organizzazione nordica è proverbiale, e quindi nessun bagno tra la folla.

E’ la nostra ultima esperienza che ci porta alla fine del nostro viaggio in Islanda, con la promessa di tornarci un giorno con i nostri figli, quando avranno qualche anno in più.