Annunci

Il nostro primo viaggio XL: in Islanda!


Tanto per facilitarci la vita, ho deciso di pubblicare il primo articolo di questo nostro (intendo vostro e mio) blog parlandovi di un viaggio verso una destinazione che molte XL-families scartano, per motivi diversi:

–          L’Islanda in particolare, i paesi nordici in generale sono CARI;

–          È una terra ostica, a tratti inospitale (vedi ghiacciai, vulcani, condizioni climatiche repentinamente mutevoli), NON ADATTA A VIAGGI CON BAMBINI;

–          Meravigliosa, ma che ci VADO A FARE CON I BAMBINI?? È tutta natura!

Questa sopra è una sintesi dei dubbi / perplessità più comuni, che attanagliano i potenziali viaggiatori con famiglia al seguito.

Ho good news per voi: in questo blog non considereremo mai il “vorrei, ma non posso”! 😁

 

Replicando ai motivi di naufragio delle intenzioni di viaggio di cui sopra:

–          VERO, l’Islanda è cara, ma con qualche piccolo accorgimento ed i nostri suggerimenti potrete risparmiare un bel po’ sui prezzi degli alloggi;

–          VERO, è capitato anche a noi di imbatterci in condizioni climatiche avverse, ma seguendo un percorso prestabilito non dovreste mai avere problemi;

–          VERO, la peculiarità dell’Islanda è la natura che ammirerete in molteplici forme a distanze ridottissime, e questo affascinerà anche i bambini.

Parlo per esperienza personale: il nostro primogenito, Francesco, ha visitato l’Islanda con noi quando aveva 9 anni, e ci ha detto che è il paese che più l’ha colpito, e che vorrebbe tornare a visitare.

Più di qualsiasi altro che abbiamo visitato: più del Giappone, dal fascino ineguagliabile come la sua gente, e le sue tradizioni millenarie.

Più degli Stati Uniti, con il suoi meravigliosi parchi, Disneyworld e la Nasa.

Più della Francia, della Germania, della Spagna, dell’Argentina…

Nessuno di questi paesi può  superare, nel suo immaginario, la unicità della bellezza estatica dell’Islanda, che risiede esclusivamente nella potenza della natura, anche quando è avversa.

l’Islanda è uno di quei posti dove sei obbligato a riflettere sulla bellezza della natura che ti circonda, perché non c’è molto altro – come luoghi storici o mega-parchi di divertimento – e questo “altro” sarebbe superfluo.

Nulla aggiungerebbe; anzi  – permettetemi la licenza – sarebbe come il rossetto sulle labbra della donna che ami: un qualcosa che ti impedirebbe di assaporare fino in fondo il primo bacio.

 

Passiamo ora ad un po’ di consigli pratici con relativi link a cui collegarvi per organizzare al meglio (e senza svenarvi) il vostro viaggio in famiglia:

l’Islanda è un paese che va assolutamente inserito nella lista di quelli da visitare, troppo diverso da qualsiasi altro abbiate visto; e con qualche piccolo accorgimento, può risultare anche alla portata di tutti, ad esempio:

–          prenotando i biglietti d’aereo con largo anticipo, noi abbiamo scelto questa compagnia che risultava la più economica (ma considerate uno scalo in Germania): www.airberlin.com

–          l’auto a noleggio non deve necessariamente essere un Big-Foot o una 4×4 – solitamente vi consigliano di farlo, ma non è per approfittarsene: e che qui hanno un’altra concezione dei pericoli stradali. Tuttavia, se viaggiate con bambini al seguito una 4×4 può darvi un maggior senso di sicurezza, ed è necessaria se pensate di avventurarvi in alcune strade interne, al di fuori del percorso della R1 (Ring Road o Route 1), o fare qualche deviazione.

Iceland-Ring-Road-Map

Noi abbiamo prenotato a questo link: http://www.cheapcarrentaliceland.com/book/cars/

–          Preferite sempre le guesthouse o le farmhouse o gli hostel agli hotel, sono pulitissimi e con tutti i confort; e non storcete il naso se non avete il bagno in camera, ma questo è in comune al piano: qui è assolutamente normale. Abbiamo un elenco di sistemazioni (che potete chiederci inviandoci un messaggio – ovviamente gratis) che vi permetteranno di visitare tutta l’Islanda, facendo il giro completo in 10 giorni, senza affannarvi troppo.

Potete mandare una email e prenotare direttamente, evitando i costi di agenzia, ma prima iscrivetevi come eMembeship sul sito Hostelling International e comunicatelo alla prenotazione: https://www.hihostels.com/it .

Questo vi garantirà degli sconti particolari, viaggiando con bambini.

–          I ristoranti non sono eccessivamente cari, se paragonati a qualsiasi città europea di grandi dimensioni, ma comunque se volete risparmiare un modo c’è: fate la spesa nei supermarket o mangiate nelle stazioni di servizio, molte offrono anche piatti caldi oltre ai soliti panini. Anche l’acqua dei rubinetti è potabile, ma in alcuni casi può avere un forte odore di zolfo, ma se non vi disturba…!

Immagine

–          Molti accessi alle meraviglie naturali sono gratuiti, il minimo che possa fare un viaggiatore è rispettare tali luoghi, quindi: evitare assolutamente di arrecare disturbo o, peggio, danno alla natura ed ad alla fauna locale, ad esempio portando via “souvenir” come fiori, staccando rocce, avvicinandosi troppo agli uccelli per scattare foto; pensate che il più grande geysir è stato ostruito, nel corso del tempo, dalle monetine che lanciavano all’interno i turisti, utilizzandolo a mò di pozzo dei desideri… niente da aggiungere, la natura va sempre rispettata.

A cosa dovrete preparavi:

lasciatevi sorprendere. È praticamente impossibile che questa terra vi lasci indifferenti.

Sarà un viaggio “on the road“, nel quale percorrete centinaia di km, in parte su strade sterrate (ma ben tenute), con nebbia sugli altipiani, scrosci di pioggia, discese ripide e salite nei fiordi, a volte combinando questi elementi, cambiando hotel ogni giorno, spesso in posti assolutamente isolati – perché in Islanda i posti meravigliosi li trovi durante i tragitti, e le città – fatta eccezione per Reykjavik al sud-ovest ed Akureyri al nord – da noi sarebbero dei piccoli borghi di pescatori, abitati al massimo da qualche centinaio di anime…

Ma i “piccoli esploratori” non si perdono d’animo, e si faranno molto meno problemi di noi “adulti” e impareranno a mangiare anche le (ottime) zuppe locali;

non abbiate dubbi sul fatto che reggeranno benissimo questo viaggio bellissimo, anche se impegnativo. Certo, non è un viaggio che consiglierei a chi la vacanza la intende come 1 mese a Portofino.

Questa è basicamente una terra inospitale, dove un giorno un vulcano esplode e blocca il traffico aereo di mezza Europa, si porta via un pezzo della principale strada asfaltata – la R.1 che, come ho detto, praticamente fa il giro dell’isola – e taglia il paese in 2, o dove un ghiacciaio decide di estendersi e si porta via un ponte di acciaio…

Questa è la terra del ghiaccio e del fuoco, degli elfi, dei troll, dei cavalli che corrono liberi in riva al mare, dei viaggi avventurosi al centro della terra… e di noi stessi.

20160822_130012

L’Islanda è bellissima, aspra, ed a tratti sfuggente. Vi rimarrà un senso di incompiuto in un viaggio come questo, ma non meravigliatevi: sarà la voglia di tornare, il “mal d’Islanda”.

Ulteriori suggerimenti:

ricordate di portare con voi una mascherina per gli occhi, del tipo che si usano sugli aerei: la luce notturna di notte può risultare fastidiosa e filtra comunque tra le tende.

Non vi fate mancare una giornata alla Blue Lagoon, anche questa prenotabile online: http://www.bluelagoon.com/

I prezzi sono alti, ma in linea con quelli delle SPA di un certo livello, ed in questo caso non c’è paragone che tenga.

Rammentate anche che è sempre buona regola considerare un’assicurazione di viaggio per tutta la famiglia, che copra qualsiasi tipo di imprevisto.

 

Sotto, vi allego il resoconto del mio primo viaggio in Islanda fatto nel 2009, da solo con mia moglie, che potrà darvi un’idea più chiara dei luoghi e delle tappe.

È quasi lo stesso percorso fatto nel 2016 con i nostri bambini di 9, 7 e 6 anni. Anzi, con loro abbiamo aggiunto più tappe ed escursioni, a cavallo e in aereo da turismo, sorvolando i vulcani!

Al link sotto trovate anche le foto più significative:

https://viaggi.corriere.it/diari-di-viaggio/europa/islanda/islanda_viaggio_nel_sogno_83269.shtml

NON ESITATE A CONTATTARCI PER QUALSIASI TIPO DI SUGGERIMENTO! 🌎🤝✈

Massimo & Lorena

CONTINUATE A SEGUIRCI – COMING SOON! (breve lista di alcuni dei paesi visitati, con articoli in pubblicazione):

– Giappone 🇯🇵

– USA 🇺🇸

– Argentina 🇦🇷

– Italia 🇮🇹

– Turchia 🇹🇷

– Francia 🇫🇷

– Austria 🇦🇹

– Svezia 🇸🇪

– Germania 🇩🇪

…e tanti altri!

Islanda: il sogno diventato realtà
Visitare l’Islanda è diventato il mio viaggio ideale, il mio sogno, più di 30 anni fa:

quando avevo solo 8 anni, ricevetti in regalo due libri, che accesero la mia giovane fantasia, e che sempre mi accompagnano; i libri, ancora custoditi gelosamente nella biblioteca di famiglia, sono due classici di Jules Verne, “Viaggio al centro della terra” e “20.000 leghe sotto i mari”.

Se quest’ultimo mi ha generato un interesse generale nei confronti delle oscurità sottomarine e dei film di genere, il primo mi ha regalato una passione più definita verso miti, misteri, luoghi e persone che vivono nelle estreme latitudini del nostro pianeta, e la vivida voglia di visitare il luogo in cui iniziò la favolosa avventura, creata dal genio fantascientifico dello scrittore francese:

il vulcano Snaeffels che domina il ghiacciaio Snaeffelsjokull in Islanda, descritto nel manoscritto di Arne Saknussemm, alchimista islandese.

 

Il sogno è diventato realtà allo scoccare dei mio 40 anni, materializzato come inaspettato regalo della mia compagna di vita e di avventure: mia moglie.

 

Il nostro viaggio in questa terra fuori dal comune inizia il 3 agosto 2009, all’arrivo all’aeroporto di Keflavik in tarda serata:

il buio che ci accompagna all’arrivo nella capitale Reykjavik ci impedisce di godere subito della particolarità del paesaggio, che ci apprestiamo a scoprire il mattino seguente di buon’ora:

si parte con destinazione Pingvellir, e subito ci rendiamo conto di attraversare un paese fuori dal comune, le campagne sono di un colore verde irreale, i colori che si alternano sembrano dipinti da Monet, e l’Islanda ci dà il benvenuto con una mattina di sole pieno, ed una temperatura di ben 19°C, incredibile a queste latitudini!

Sarà anche l’unico giorno in cui vedremo un sole così splendente, gli altri giorni ci accompagnerà un tempo normalmente variabile, tra pioggia quasi mai battente, nuvole, brume e nebbia intensa, e schiarite improvvise; tutto ciò fa parte della particolarità di questa terra, e non dà alcun fastidio, anzi!

A Pingvellir entriamo nella spaccatura della dorsale atlantica, che divide la placca continentale nordamericana da quella europea: Pingvellir, ovvero “Pianura dell’assemblea”, prende il nome dal fatto che qui si riuniva l’assemblea dell’Alping, la più antica forma di istituzione parlamentare al mondo, fondata nel 930.

 

La nostra seconda tappa è Geysir, uno dei luoghi più visitati del paese, e questo in Islanda vuol dire che, anche nel periodo estivo, troverete qualche decina di turisti intorno a voi, quindi mai folla, tantomeno code oceaniche, e anche viaggiare in auto è un piacere assoluto, niente code, caselli, traffico… bisogna tenere a mente che siamo inun paese di circa 300.000 anime, perlopiù non abitato, ma comunque ben organizzato per qualsiasi tipo di esigenza turistica; per fortuna gli islandesi non hanno commesso l’errore strategico di favorire il turismo di massa, ed inoltre la latitudine stessa scoraggia gli amanti del caldo torrido e della tintarella.

I geysir (letteralmente. “emettere a soffi”) e le fumarole si ritrovano in vari posti del paese, ma qui se ne trova uno in particolare che, ad intermittenza di alcuni minuti, emette un getto verticale d’acqua bollente ad un’altezza di 30 metri: spettacolare!

 

Terza tappa del nostro viaggio nel periplo d’Islanda è la cascata di Gulfoss, arriviamo a sormontarla dopo un breve camminamento che la costeggia, dove l’aria è imperlata da minuscole particelle d’acqua generate dal salto della cascata, che creano un arcobaleno costante al di sopra di essa: sembra tutto così irreale…ancora una volta: benvenuti in Islanda, il paese che non finirà mai di stupirci!

Incontriamo sul cammino stradale una fitta nebbia, ma un minimo di attenzione ed il rispetto dei limiti di velocità imposti dal buon senso comune fanno sì che anche questo sia un passaggio piacevole, e quando la nebbia inizia a diradarsi godiamo nuovamente di pianure di un verde spettacolare, alternate a paesaggi lunari…

L’Islanda è ricca di peculiarità, e ci sono varie curiosità che attirano l’attenzione anche del viaggiatore più distratto; tanto per citarne qualcuna: la scarsa presenza di alberi, che inoltre hanno un’altezza media ridotta – un famoso detto islandese recita: come fare se ti perdi in un bosco? Basta alzarti in piedi… -; la presenza ai lati delle strade di pietre impilate a formare numerose “colonne” più o meno alte, a volte anche consecutive, di cui l’unica spiegazione “ufficiale” è… che si tratti di folletti e creature fantastiche pietrificati poichè sorpresi dal sorgere del sole…

inoltre nelle numerose fattorie saltano all’occhio le balle di fieno imballate in una sorta di….profilattico che le protegge dalle intemperie. Inoltre le pecore, come anche i famosi cavalli islandesi, vengono lasciati spesso al libero pascolo, e non è raro che soprattutto le prime arrivino ad occupare le strade, creando così l’unico vero pericolo per gli automobilisti; ma un colpetto di clacson le induce a cedere il passo, senza problemi.

 

Sulla strada incontriamo più ciclisti che automuniti, notiamo che il tempo poco clemente ed in particolare il forte vento hanno indotto un pur attrezzatissimo ciclista ad abbandonare la bici a lato della strada, in cerca di un riparo, o forse di un vettore più comodo!

Il paesaggio cambia in continuazione, passando da chilometri di lava alle verdissime pianure che circondano le fattorie del sud, mentre sullo sfondo si staglia minacciosa la figura del vulcano Hekla, sormontato dalle nubi: dal 1970 questo vulcano ha eruttato quasi regolarmente ogni 10 anni, ed essere quasi alla scadenza di una nuova decade fa una certa impressione…l’ultima eruzione dell’anno 2000 ha ricoperto ben 18 km2 di territorio!

Raggiungiamo la cascata di Skogafoss: un sogno d’acqua in caduta verticale per 60 metri, circondata dal verde dei prati e dei dirupi: l’emozione ed il senso di purezza arrivano dritti al cuore… sicuramente la cascata più bella d’Islanda, che lasciamo a malincuore per dirigerci verso un’altra destinazione consigliata: la spiaggia di sabbia nera di Dirholaey: è una breve deviazione dalla strada n.1, la strada principale, e benchè messi sull’avviso dalla guida riguardo le condizioni spesso proibitive, quando scendiamo dall’auto siamo investiti in pieno da un vento fortissimo, la pioggia sebbene non sia fitta si mescola agli spruzzi portati dal vento, cerchiamo con il nostro massimo sforzo di avvicinarci al mare, ma nel punto in cui la scogliera non ci protegge più, il vento diventa di una forza spaventosa e siamo costretti ad indietreggiare, inchinandoci rispettosi alla forza immensa di questa natura spettacolare!

 

Passiamo la notte a Vik, situata nella fertile pianura di Myrdalur, cittadina che conta ben…330 abitanti; altra particolarità e che qui la cittadine iniziano e terminano spesso nell’arco di 1 km., per cui sono molto utili i cartelli che ne segnalano l’inizio e la fine, per i viaggiatori increduli.

Anche le guide spesso segnalano paesi piccolissimi, ma spesso con caratteristiche particolari: un museo curioso, una bella chiesetta, una caffè artistico: quale altro paese al mondo è uguale?

 

Prossima tappa: Skaftafell, a sud dell’imponente ghiacciaio Vatnajokull, il più grande ghiacciaio d´Europa ed il secondo al mondo dopo il Perito Moreno patagonico.

Qui le pianure verdi cedono il passo ad un vero deserto lavico, generato da un’imponente eruzione vulcanica, quando passiamo nell’area di Kirkjubaejarklaustur – che deve il nome impronunciabile al fatto che fu un tempo sede di un convento.

Abbiamo prenotato una visita in barca in un altro dei posti più visitati d’Islanda: la laguna glaciale di Jokusarlon. Il freddo non è intenso, ci sono diversi iceberg che fanno capolino sull’acqua ed in lontananza intravediamo il Vatnajokull.

I ghiacci che galleggiano in questa laguna sono millenari, è tipico che le guide ne offrano un pezzetto da assaggiare ai turisti che si osano. Qualcuno, scendendo dalla barca, esprime la sua opinione dicendo che il Perito Moreno non ha paragoni, ed avendo avuto la fortuna di vedere anche quello, non riusciamo a dargli torto, ma sono tante altre le bellezze uniche.

 

Il nostro terzo giorno di permanenza in terra islandese termina nella cittadina (da noi sarebbe definito paesino, avendo una popolazione residente di 300 persone) di Hofn:

ci fermiamo a cenare in un ristorante consigliato dalla nostra guida, inutile dire che il pesce è ottimo e freschissimo e la carne d’agnello tenera come in nessun altro posto al mondo, ma se volete accompagnare il tutto con un buon vino, beh, la scelta deve cadere – peraltro orgogliosamente – su un vino italiano; anche se bisogna dire che un buon prosecco costa parecchio più che in Italia, ma patriotticamente non rinunciamo!!

 

Al 4° giorno, continua la nostra avventura tra paesaggi solitari, strade senza incontri e natura incontaminata, verso gli East Fjords, i fiordi dell’est, con il mare che si insinua in maniera profonda al loro interno ed una strada che ci “costringe” a seguirne il sinuoso andamento; facciamo una sosta in una cittadina dal nome impronunciabile, Stöðvarfjörður, dove una granitica signora di nome Petra ha messo su, nell’arco di una vita, una collezione di pietre veramente imponente; nella simpatica veranda è possibile fermarsi a bere un caffè o un the caldo – sembra strano da pensare dato che siamo in pieno agosto, ma in questi giorni la temperatura varia, di giorno, da un minimo di 12 ad un massimo di 15°C. Da qui proseguiamo verso il nord,percorrendo la strada 96 fino a raggiungere Faskruosfjordur, un tempo base dei pescatori francesi, che qui costruirono un ospedale e una cappella, ed i loro discendenti tengono la bandiera transalpina esposta alle finestre: vive la France!

 

Proseguendo verso Egilsstaðir la strada diventa sterrata, ma nessun problema con la nostra auto a noleggio, una normale auto di cilindrata media, anche se ci avevano consigliato un 4×4 non abbiamo mai avuto alcun tipo di problema: del resto io sono patentato a Napoli, e mia moglie in Argentina: cosa ci può mai sconvolgere??

C’è una fitta nebbia, stavolta si fa fatica un po’ ad arrivare alla meta prefissata perchè bisogna fare attenzione ai tornanti che non hanno protezioni laterali; ma, come sempre, vale la pena anche godere di questi spettacoli naturali, e del rischio minimo connesso.

Invece, a malincuore, il giorno seguente rinunciamo ad arrivare alle cascate di Dettifoss: ci sono troppi km. di strada sterrata da percorrere ed abbiamo una tabella di marcia molto stretta da rispettare; ma in fondo è un modo per dire che un giorno ritorneremo, a vedere ed a scoprire ciò che abbiamo solo rimandato….

 

Arriviamo a Husavik, dove abbiamo prenotato la nostra seconda escursione: il whale watching, ovvero l’avvistamento delle balene. La cittadina è molto carina con il suo piccolo porticciolo caratteristico e le montagne perennemente innevate di fronte, c’è anche un museo dedicato alle balene ed un altro alla cultura…. fallica, con reperti di varie specie. Abbiamo un po’ di tempo prima della partenza nel primo pomeriggio, e lo passiamo facendo qualche piccolo acquisto e mangiando sandwich con un ottimo salmone ed il burro islandese, il tipico smjör . All’imbarco abbiamo a disposizione ogni tipo di tute ed impermeabili, ci allontaneremo un po’ dalla costa ma alla fine non farà mai tanto freddo. L’avvistamento con le balene avviene puntualmente, o meglio: con il dorso di alcune balenottere comuni; se decidete di fare un’esperienza del genere e vi immaginate di trovarvi davanti la balena di Pinocchio con le fauci spalancate che vi sorride in posa mentre voi, in tutta comodità, le scattate una 50ina di foto, beh, correte il rischio di rimanere delusi… la maggior parte delle foto – se avrete l’abilità di cogliere l’attimo – sarà della “schiena” delle balene. Oltre alle balene, è facile avvistare anche dei delfini ed i tipici uccelli islandesi: i “Puffin”, che in una delle nostre malriuscite traduzioni definiamo “Pulcinella di mare”:  questi simpatici volatili hanno le dimensioni di un piccolo pinguino, un corpo simile con un becco dai colori sgargianti come quello di un tucano – ma più corto – e sono tanto bravi e veloci in volo e nel tuffarsi in acqua, quanto disastrosi nei loro rocamboleschi atterraggi sulla terraferma.

A proposito delle balene e dei Puffin, c’è da dire che in Islanda, oltre che nel loro habitat naturale, li trovate anche serviti in svariati ristoranti; ovviamente la cosa fa storcere il naso alla quasi totalità del resto della popolazione mondiale – e pure a noi, che a parte il contenzioso con il cetaceo che inghiottì l’italico Pinocchio di Collodi e il di lui babbo, non capiamo la necessità della caccia ad un genere in via d’estinzione.

Destinazione lago Myvatn: prima di arrivare ci fermiamo in una fattoria/caffè, il “Cowshed cafè” a Vogafjos, dove una pubblicità diceva si potesse degustare la “mozzarella”: quella nostrana è altra cosa, la mozzarella islandese è una specie di formaggio fresco, comunque gustoso; in compenso il latte appena munto è veramente di ottima qualità, e per niente grasso; e l’ottimo pane nero viene cotto interrato, con il calore sviluppato nell’area geotermale dai geysir.

Vediamo, di seguito, i cosiddetti “pseudocrateri” a Skútustaðir e poi ci fermiamo ad ammirare il lago Viti, formato nel cratere del vulcano Krafla: un lago di un colore verde-turchese intenso, per l’ennesima foto da cartolina; intorno il paesaggio e dominato dall’odore intenso di zolfo e dalla lava nera, che sembra ancora viva, ed in movimento incessante.

A Godafoss possiamo vedere un’altra cascata: questa è la cosiddetta “Cascata degli dei” poichè si racconta che qui furono gettate le statue che rappresentavano gli dei pagani, quando l’Islanda si convertì al Cristianesimo: è sempre un’emozione, pur trattandosi dell’ennesima cascata, affacciarsi al di sopra di essa. Quindi procediamo in direzione Akureyri, una delle città maggiori dell’Islanda e capitale del nord – sempre secondo parametri per noi inusuali – che è una bella cittadina portuale, sede anche di un aeroporto che effettua diversi voli all’interno dell’isola, ed anche al di fuori di essa, in particolare uno verso l’isola di Grimsey che rappresenta la propaggine estrema dell’Islanda, dove si può attraversare il circolo polare artico: mitico!

Non resistiamo alla tentazione, prendiamo la strada n.821 che costeggia l’aeroporto e ci rechiamo a visitare lo Jolahusid store, ovvero il negozio di Babbo Natale: troppo forte la tentazione di acquistare qualche souvenir per un “touch” di Natale islandese!

Procediamo quindi per il rientro verso Reykjavik, nella parte “storica” dell’Islanda si passa per Skagafjörður, ed una sosta a Glaumbær è d’obbligo, per visitare le tipiche case con i tetti in torba e capire come vivevano in questa isola i contadini all’inizio del secolo scorso; inoltre nell’annesso caffè con arredamento in stile si possono assaporare alcune delizie tipiche “home made”.

Nella propaggine occidentale dell’Islanda che si slancia come un ponte nell’oceano, arriva il pieno compimento del desiderio di un bambino: nella penisola dello Snaefelness, dominata dal vulcano Snaefells: è qui che mi ricongiungo ad esso, alle fantastiche avventure vissute nelle pagine di un libro attraverso i miei occhi sognanti…è con lo stesso sguardo e con lo stesso cuore ritornato puro grazie a questo viaggio, che ora guardo all’imponenza di questo vulcano maestoso, che incute ed intima rispetto, tra il bianco del ghiaccio ed il nero della lava tutto intorno, a ricordarci la bellezza di tutta questa terra, ricca di contrasti. Ed il mio sogno diviene realtà…

 

Quando arriva il penultimo giorno di permanenza, crediamo di avere ormai di avere fatto il pieno di emozioni; il viaggio verso Reykjavik avviene passando nel tunnel sotto il fiordo; adesso abbiamo più tempo per vedere la capitale, la città è ovviamente molto pulita e ordinata, ricca di locali; visitiamo il centro e la cattedrale di Hallgrímskirkja: candida e maestosa al suo interno nella semplicità e pulizia delle linee slanciate, purtroppo fuori è soggetta a restauro e non riusciamo a godere appieno della sua bellezza… Dal porto prendiamo un battello che ci porta a vedere più da vicino i buffi e dolcissimi Puffin, che comunque, a differenza degli impavidi gabbiani, si tengono sempre a distanza di sicurezza, per le ragioni di cui sopra.

 

Il giorno è abbastanza freddo, proseguiamo verso la nostra ultima tappa: la Bláa lónið, – Blue Lagoon – a Grindavík: per raggiungerla viaggiamo per chilometri attraverso una distesa di lava nera e null’altro, un paesaggio irreale, finquando intravediamo da lontano delle colonne di fumo bianco venire su dall’ennesima area geotermale; la Laguna Blu islandese è un lago di colore verde-azzurro, lattiginoso, con tutte le proprietà curative delle alghe che gli conferiscono questa colorazione particolare, e nel quale potersi rilassare prima del rientro, ed è quello che facciamo. Ci sono molti turisti e anche tanti islandesi, ma l’organizzazione nordica è proverbiale, e quindi nessun bagno tra la folla.

E’ la nostra ultima esperienza che ci porta alla fine del nostro viaggio in Islanda, con la promessa di tornarci un giorno con i nostri figli, quando avranno qualche anno in più.

Annunci
Categorie:Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: